Cosa c’era nei “bagagli” degli emigranti che hanno lasciato l’Italia e l’Abruzzo tra XIX e XX secolo? Attraverso uno spettacolo, un CD e un’esposizione, il progetto “Bagagli a mano. Patrimoni immateriali degli abruzzesi nel mondo” ripercorre le memorie dell’emigrazione come parte essenziale della nostra storia, cultura e identità.

 

Venerdì 28 ottobre alle ore 18.30 nel Cinema Teatro Comunale di Casoli (CH) sarà rappresentato dal gruppo Il Passagallo lo spettacolo di musica e narrazione “Bagagli a mano. Canzoni e racconti dell’emigrazione italiana”, che mette in scena i racconti e le melodie a cui gli emigranti affidavano la nostalgia dei paesi che avevano lasciato, il rimpianto degli affetti ormai lontani, le aspettative di una vita migliore. Sei musicisti e un’attrice “aprono le valigie” dei tanti italiani e abruzzesi all’estero, tirando fuori i “diari di bordo” di quei viaggi della speranza, di quelle storie drammatiche e a volte tragiche, storie di fatica e di riscatto: testimonianze dirette, ma anche fogli di giornale e pagine di letteratura che raccontano una parte importante della nostra identità nazionale e regionale. Sul palco Graziella Guardiani (canto, flauti), Carlo Di Silvestre (chitarre, voce), Guerino Marchegiani (fisarmonica, voce), Giovanni Ciaffarini (violino), Tommaso Paolone (contrabbasso), Fabio Di Gabriele (tamburi a cornice) e Antonella Ciaccia (voce narrante).

 

Prima dello spettacolo, sarà presentato al pubblico il CD “Bagagli a mano. Canzoni e racconti dell’emigrazione italiana”, che contiene le musiche, i canti e i brani narrativi più significativi della tradizione nazionale e regionale legati alla storia dell’emigrazione. Il CD è corredato da un libretto illustrativo in italiano, inglese, spagnolo e francese.

 

Dal 28 ottobre al 2 novembre sarà allestita nel foyer del Cinema Teatro Comunale di Casoli l'esposizione “Patrimoni immateriali degli abruzzesi nel mondo”, un viaggio nella cultura popolare abruzzese. Perché nei “bagagli” gli emigranti che hanno lasciato l’Abruzzo tra XIX e XX secolo non c'erano solo pochi averi e la speranza di una vita migliore... c'erano anche memorie, conoscenze, riti, culti, tradizioni, musiche e canti: un vasto patrimonio immateriale, spesso misconosciuto, che l’emigrazione ha disseminato nel mondo. L'esposizione è aperta al pubblico dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.

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